Pietro Azario (1312 – post 1402) è stato un importante storico e notaio novarese del XIV secolo, noto principalmente per essere stato uno dei cronisti più vivaci e diretti dell’ascesa della famiglia Visconti in Lombardia.
Nato a Novara, Azario esercitò la professione di notaio, lavorando spesso al servizio dei Visconti e delle loro truppe. La sua carriera lo portò a frequentare diverse corti e contesti militari, permettendogli di assistere come testimone oculare a molti degli scontri e degli intrighi politici che descrisse nelle sue opere. Fu anche attivo nel Canavese, dove visse per un periodo, diventando uno dei primi cronisti a documentare le vicende di quell’area.
Le sue opere sono scritte in un latino semplice ma efficace, caratterizzato da un forte realismo e da una narrazione partecipe delle vicende contemporanee.
Liber Gestorum in Lombardia per Dominos Azonem, Luchinum et Iohannem Vicecomites (noto anche come Chronicon): È la sua opera principale, scritta intorno al 1362-1364. Narra la storia della Lombardia e l’ascesa dei Visconti dal 1250 fino ai suoi giorni. L’opera è preziosa perché non si limita ai fatti politici, ma descrive anche costumi, battaglie e aspetti della vita quotidiana con lo spirito di chi ha vissuto quei momenti.
De Bello Canapiciano (La guerra del Canavese): Una cronaca dettagliata delle lotte tra i conti di Valperga e i San Martino che insanguinarono il territorio piemontese nel XIV secolo. Azario offre un resoconto preciso delle tattiche militari, degli assedi e delle distruzioni che colpirono la regione.
De Statu Canapicii Liber: Spesso considerato un’appendice o una sezione introduttiva del precedente, questo “libro” ha un carattere più descrittivo e geografico. Azario vi descrive lo stato del territorio canavesano nel Trecento, elencando i borghi, i castelli, i fiumi e le caratteristiche naturali della regione, fornendo un quadro politico-amministrativo del “contado” prima o durante i fatti bellici.
In sintesi, mentre il De Bello è il racconto degli eventi bellici, il De Statu è una descrizione dello scenario geografico e politico del Canavese dell’epoca
Altre opere e contributi: Gli sono attribuiti altri scritti minori, spesso legati alla sua attività professionale di notaio o a interessi letterari (fu, ad esempio, un precoce lettore di Dante nel contesto locale).
Il valore storico di Pietro Azario risiede nella sua capacità di unire la precisione documentaria del notaio alla narrazione avvincente del cronista, offrendo una delle fonti primarie più importanti per lo studio del Medioevo lombardo e piemontese.